Finalmente, sono riuscito a vederlo.
Adoro questo genere di film e da piccolo qualche fumetto ho avuto il piacere di leggerlo.
Non sono un appassionato di supereroi, mi piacciono e mi diverto guardando le loro storie su schermo e cerco di aggiornarmi anche sulle storie fumettistiche ma sono lontano da conoscere perfettamente vita, morte e miracoli di ogni supereroe e di ogni sua versione.

Detto questo, The Flash mi è piaciuto.

Il ruolo del velocista scarlatto è interpretato da Ezra Miller, che mantiene quindi il suo personaggio dal film Justice League. È stato al centro di molte polemiche e ritardi infiniti a causa dei problemi con la giustizia dell’attore, costretto infatti a non proferire parola durante la presentazione ufficiale e le interviste fatte.

Smentito e poi confermato il Batman di Michael Keaton, un ritorno che sicuramente tutti quelli che ormai sono negli “anta” sono felicissimi di vedere. Ma The Flash è purtroppo figlio dell’incasinato universo DC televisivo. Se Marvel è sempre riuscita ad avere una continuità e soprattutto un coerente cast dove un attore mantiene il suo personaggio in ogni contesto, serie tv, film ecc. per DC non è così.

Lo stesso Flash è stato interpretato nella serie televisiva da Grant Gustin, amatissimo dal suo pubblico e meritevole di potarlo poi al cinema, si è visto del tutto ignorato nella presenza del velocista in Justice League. Dunque affezionarsi ad un attore, al suo personaggio e vederlo poi stravolto e inserito in un contesto simile ma diverso, storce sempre un po’ il naso, come se ci fosse qualcosa di “sbagliato”. Non giova sicuramente agli incassi, ma questo la i DC Studios non lo hanno mai tenuto in considerazione. Ed ecco quindi Batman con i suoi tantissimi cambi di attore, seguito da Superman che con Henry Cavill aveva finalmente trovato l’uomo giusto, spazzato via anche questo e il tutto giustificato proprio con l’uscita di The Flash, un reboot di tutto l’universo della DC, un nuovo inizio da zero con un cambio radicale di tutti gli attori.

Dunque The Flash riesce davvero a unire tutto sto casino creando una base solida per i futuri film della DC? Assolutamente no.

The Flash ha tantissimi cameo, omaggi su omaggi che arricchiscono i film e fanno battere il cuore per quelli come me cresciuti negli anni ottanta e novanta, emozionandoci nel rivedere quelle vecchie versioni dei costumi e quegli iconici personaggi che tanto ci facevano sognare.

Ma la trama com’è?
The Flash racconta sempre la stessa storia, ormai trita e ritrita di Barry Allen.
Ormai la madre di questo ragazzo muore, cambiano solo le dinamiche. Ezra Miller non ha le fattezze del Barry fumettistico, nel film infatti neanche la sua famiglia è in linea con la storia fumettistica e a dirla tutta, cambia anche dalla serie televisiva.

Sommariamente parlando, Barry decide di correre così veloce da riuscire a tornare indietro nel tempo e “sbloccato” questo nuovo superpotere cerca un modo per evitare che la madre muoia. Chiunque abbia una minima infarinatura di fantascienza è a conoscenza del fatto che cambiare qualsiasi cosa, anche minima del passato, ha enormi conseguenze. Questa azione infatti, genera il cosiddetto “Flash-point” dove si scopre il multiverso e le tante versioni degli stessi supereroi.

Nella serie TV si crea un perfetto e appagante effetto a catene nel cosiddetto “Arrowerse” che vede personaggi come Green Arrow, Supergirl, Atom, Firestorm, Le Leggende, Wally West, Spartan, Mr.Terrific, Superman, Batgirl, Costantine e tantissimi altri, tutti uniti in speciali eventi annuali divisi in più episodi. Questo film invece… crea tanto casino e punta molto di più ad emozionare con le leggende cinematografiche.

Questa volta Barry non si sconterà con l’assassino della madre, non lo prende neanche in considerazione affermando che una interazione del genere provocherebbe troppi disastri e cerca quindi di cambiare un piccolo dettaglio, utile però a salvare la vita della madre.
Computa l’azione si appresta a tornare nella sua linea temporale ma si presenta una figura oscura che lo scaraventa fuori dalla “Speed-Force” creando un paradosso.
Sono passati anni da quel piccolo dettaglio cambiato, ma non tutti quelli che il protagonista ha vissuto. La madre è viva, ma c’è una versione giovane di Barry Allen che sta per ricevere i suoi poteri e bisogna evitare che i due “gemelli” siano visti dalla famiglia.

La prima parte del film mostra che il Barry della timeline alterata è un ragazzo molto viziato, cresciuto nella comodità di una madre amorevole e una famiglia unita. Il Barry originale capisce che questa versione di se stesso non riuscirà ad avere i poteri perché non si troverà nel posto giusto e nel momento giusto dove è nato l’incidente che ha cambiato ogni cosa. I due si uniranno cercando di raggiungere il posto indicato, nel mentre apprenderemo le non poche diversità di questa linea temporale da quella originale. Saranno tante le battute, sicuramente geniale quella del cambio degli attori in film iconici come ritorno al futuro e non solo, per preparare lo spettatore al cambio degli attori che impersoneranno i supereroi iconici visti nel DC Universe.

Tra battute e non poche risate la parte migliore del film, con più azione e anche più emozioni è proprio quando il Barry originale riesce a far ottenere i poteri al Barry della timeline alternativa. Scampato quindi il pericolo di perdere i poteri nel futuro, si rende però conto di averli persi sul momento. Vedremo quindi il Barry infantile ed “entusiasta” schizzare ovunque giocando con i suoi nuovi poteri, mentre il “vecchio Barry” dovrà fare i conti sul come tornare alla sua realtà.

In Tv viene annunciato l’arrivo del generale ZOD (Michael Shannon) preso dal film “L’uomo d’acciaio” con il Superman di Henry Cavill. L’evento è quindi lo stesso del film di Superman, il generale Zod chiede ai terrestri di consegnare il fuggitivo Kryptoniano chiamato Kal-El ma in questa linea temporale non è mai atterrato sulla terra.

Sarà quindi un bel problema per Barry capire come affrontare la situazione e rendendosi conto che la Justice League non esiste, inizia a nominare i vari membri sperando che qualcuno esista.
Dopo vari tentativi e la totale assenza di Cyborg, Aquaman e Wonder-Woman finalmente al nome “Batman” ottiene un consenso. Si va quindi a trovare l’amico Bruce Wayne, personaggio che si vede proprio ad inizio film interpretato da Ben Affleck (scena che vedrà poi poco più avanti anche una piccola presenza di Wonder-Woman interpretata da Gal Gadot) che avvisa Barry delle conseguenze di un cambio nel passato. I due Barry si recheranno a villa Wayne che sarà un piena decadenza, verranno malmenati da un anziano, dai lungi capelli e barba bianchi, dall’aspetto di uno straccione. Questo si presenterà poi come Bruce Wayne (Michael Keaton), lasciando il Barry originale esterrefatto nel vedere una persona del tutto diversa dal “suo” amico Bruce.

Michael Keaton impeccabile, una goduria da vedere in quei panni.
Ma Bruce si rifiuterà di aiutare i due Barry e questi decideranno comunque di utilizzare i suoi “giocattoli” entrando nella famosa Bat-Caverna, proprio quella dei vecchi film dove il “giovane” Barry sarà estremamente euforico nel vedere l’iconica Bat-mobile originale.

Alla ricerca quindi, grazie al Bat-Computer, di Kal-El sarà praticamente impossibile trovare Clark Kent ma Bruce finalmente entrerà in azione, troverà dei documenti segreti e scoprirà che il Kryptoniano è tenuto in ostaggio in Antartide.
Emozionante rivedere Keaton con il costume di Batman, che non si limiterà alla sola presenza ma seguiranno scene d’azione davvero ben fatte e tanta ottima cura nei dettagli del personaggio che avrà le stesse movenze e gadget di un tempo, compreso il Bat-aereo.

Tutto stupendo, ma in quella prigione non troveranno Kal-El, sarà invece in una condizione estremamente grave e deperita Kara Zor-El, cugina di Kal e meglio conosciuta come Supergirl.

Interpretata da Sasha Calle, anche qui troviamo uno stravolgimento totale del personaggio che perde i suoi iconici capelli biondi e occhi azzurri.

Il tutto si evolverà poi in un finale adrenalinico, pieno d’azione contro l’attacco del generale Zod e del suo esercito. Cambiare il passato ha generato così tanti problemi che porterà Barry a chiedersi tante cose, se salvare la madre valga tutto questo disastro.

Il film si chiude con una carrellata di cameo, vedremo il Superman e la Supergirl di Cristopher Reeve ed Helen Slater, come un improbabile Superman interpretato da Nicolas Cage e per quanto siano stati graditi il grosso problema che affligge tutto il film qui si fa davvero importante: La computer grafica è pessima.

Per un videogiocatore come me viene proprio da inorridire nel vedere quei modelli 3D con una qualità da console di generazioni fa.
Il problema non è che sia inguardabile, ma che la qualità non è alta quanto il resto del film.

Per tutta la durata del film, quando verranno inseriti questi cameo vedremo delle riproduzioni in 3D di attori e personaggi, che stonano fortemente con tutto il resto.

The Flash è un film divertente che fa piacere guardare, intrattiene e mette in campo un eccezionale Keaton che dimostra a tutti quanto il suo Batman sia intramontabile.

Ma accontenta tutti?

A dire il vero proprio per la presenza delle tante citazioni e omaggi, resta l’amaro in bocca di non vedere anche le versioni delle serie tv, la bellissima Melissa Benoist che ha portato la popolarità di Supergirl a livelli altissimi non si vede, come i vari batman di Bale, Pattinson e tutti gli altri che avrebbero meritato anche un solo fotogramma in questo film.

Per questo, The Flash non riesce a resettare niente.
È stato presentato come qualcosa che non è, la ricostruzione dell’universo DC non ha nessuna base solida e anzi il finale (per quanto divertente) lascia davvero senza parole.