Corro da te è un remake del film francese Tutti in piedi, una commedia romantica che vuole raccontare una situazione più che una storia, dove la disabilità viene messa al centro della narrazione passando prima per qualcosa da demonizzare poi per una risorsa che ha tanto da mostrare.

Gianni (Pierfrancesco Favino) è un seduttore, maschio alfa e personaggio di successo nel suo ambiente. Contornato dal gruppo di uomini che si vantano delle proprie conquiste e infedeltà, saranno spesso riuniti raccontandosi, nel dettaglio, sfide e successi nel campo sessuale e relazionare.

Gianni

Gianni è vanitoso, convinto di essere il migliore e accetta ogni tipo di sfida perché nessuna donna può resistergli. Il suo personaggio è volutamente superficiale, uno sportivo che punta a vincere una maratona e che vende scarpe sportive. Capo e padrone della sua azienda non manca mai di imporre le proprie convinzioni deridendo e sminuendo chi non “capisce” e accetta il suo volere.

Corro da te

Corro da te entra nel suo tema principale quando la madre di Gianni muore e bisogna sgomberarne la casa. È palese la seccatura del protagonista che non vuole ripercorrere questo viale dei ricordi, dicendo poi apertamente che non parlava più con la madre ormai da anni. Viene quindi dimostrato che i comportamenti narcisistici sono seguiti da traumi infantili, spiegherà poi in qualche occasione, in modo molto sommario, che questi atteggiamenti libertini erano quelli del padre separato dalla madre che è poi rimasta sola per tutto il resto della sua vita. Gianni viene posto come la pecora nera, quello che pensava egoisticamente solo a successo e che viene poi accusato di questo dal fratello, rimasto invece con la madre.

L’invalidità

Tornando nella vecchia casa della madre per prelevare i propri oggetti incontriamo la vicina, una ragazza molto spigliata e diretta. La casualità della situazione vede Gianni seduto sulla sedia a rotelle della madre e la ragazza che quindi lo tratta con ogni gentilezza del caso, proponendogli di aiutarlo nelle sue faccende quotidiane perché è il suo lavoro aiutare le persone disabili. Gianni vede in questa ragazza l’ennesima conquista, finge quindi di essere disabile e verrà invitato nella casa dei genitori della ragazza.

Chiara

Parte da subito la difficoltà per Gianni di fingere una disabilità che non ha. La casa dei genitori della ragazza è in salita, sotto al sole, una vera e propria prova di forza e resistenza anche per uno sportivo come lui. Una volta in casa arriverà tutta la famiglia della ragazza e verrà presentata anche la sorella Chiara (Miriam Leone), una donna bellissima su sedia a rotelle. Gianni punta subito la donna ma vede nella sua disabilità qualcosa di triste e limitante, verrà portata su schermo per tutto il film in chiave comica e ironica quanto sia difficile per Gianni riuscire a muoversi su quella sedia, sbatterà ovunque e anche le cose più banali, come avvicinarsi per un saluto, saranno motivo di scontri e teatrini ridicoli.

Il crollo del maschio alfa

Gianni torna dal suo gruppo di amici raccontando la situazione, quando esprime il suo rammarico perché Chiara pur essendo bellissima è disabile uno dei suoi amici lo sfida: portare a letto Chiara in cambio di denaro. Partono quindi commenti e battutine su come stare fisicamente con una disabile, da semplici domande sarcastiche a vere e proprie “modalità” tecniche. Gianni accetta la sfida, ammalierà Chiara con tutta la sua esperienza da seduttore, creando non poche scene epicamente disastrose data la sua incapacità totale nel gestirsi su una sedia a rotelle, facendo di questo film una commedia romantica che mi è piaciuta davvero molto. Il finale sarà comunque meno scontato del previsto e nonostante alcuni momenti morti vedremo poi l’evoluzione del personaggio di Gianni affrontare cambiamenti drastici nella sua vita che lo porteranno a riflettere sulle sue convinzioni e a scontrarsi con le conseguenze del suo atteggiamento egoistico ed egocentrico.

Una commedia romantica che vale la pena di essere vista

Corro da te ha tanto da raccontare, porta su schermo delle situazioni abbastanza reali e sfida gli stereotipi sociali mettendo in chiaro che anche una disabile su sedia a rotelle può essere attiva, sportiva e infinitamente bella. Miriam Leone è impeccabile, nel suo ruolo si dimostra forte, anche nella sua fragilità che la vede costretta sulla sedia. Gianni rappresenta un po’ il pregiudizio dell’italiano medio, un atteggiamento superficiale con l’ostentato bisogno di mettersi in mostra ma che una volta entrato al contatto con un mondo che non conosce ne esce sicuramente più arricchito e maturo di prima.

Un film da vedere, qualcosa che a me è piaciuto e che da invalido non ho potuto che apprezzare.