Nascita, crescita, apoteosi e inizio di declino di Elvis Aaron Presley, il mito di più generazioni, vengono raccontati e riletti dal punto di vista del suo manager di tutta una vita: il Colonnello Tom Parker. È lui che accompagna, con voce narrante e presenza in scena, la dirompente ascesa di un’icona assoluta della musica e del costume mentre si impegna, apertamente ma anche in segretezza, per condizionarne la vita con il fine di salvaguardare la propria.
Trailer
Nomi importanti per una storia particolare
Buz Luhrmann che vanta nel suo curriculum film come Il Grande Gatsby, porta al cinema la sua visione della storia di Elvis Presley. Si parte con la narrazione di Tom Parker, interpretato da Tom Hanks, manager del re del rock. Vedremo quindi durante il film il punto di vista di questo manager che vede in Elvis, interpretato da Austin Butler, una miniera d’oro e cerca in tutti i modi di accumulare quanta più ricchezza possibile. Il colonnello Tom Parker verrà mostrato come la persona che muove i fili dietro al personaggio di Elvis, astuto e manipolatore farà ottenere al suo pupillo tutto quello che vuole portandolo ad una vita di estremi lussuosi che creerà non pochi problemi. Un inizio carriera folgorante e rivoluzionario, incentrato sulle influenze degli artisti di colore nella vita del giovane cantante che mostrerà al pubblico, su schermo, suoni e movimenti tipici di quella gente che in quel periodo storico, in America, non erano ben visti. Elvis calca molto la codipendenza tra il giovane astro nascente e il suo manager che farà di tutto per portarlo sulla vetta del mondo, al giusto compenso. La vita del re del rock è ormai stata raccontata in ogni modo, questo film vuole raccontare una versione emotiva, si crea empatia con quel ragazzo che sognava di diventare un supereroe ed è rimasto incastrato e bloccato dai piani e dalle bugie del manager Tom Parker che lo terrà sempre in pugno creandogli una gabbia d’oro. Si concluderà tutto mostrando un Elvis che sognava di fare un tour mondiale, mai partito a causa dei problemi nascosti sulla cittadinanza del colonnello. Tra alternative sempre valide e soldi a palate, il cantante di Memphis si spegnerà lentamente crollando dopo aver saputo la verità su quello che doveva essere come un padre, Tom Parker, che invece lo renderà schiavo delle sue “medicine” probabile causa della sua morte a 42 anni.
La realtà che non c’è
Elvis Aaron Presley nasce a Tupelo l’ otto Gennaio 1935 e muore a Memphis il sedici Agosto 1977.
Nonostante i miei 41 anni suonati, ho sentito parlare di Elvis ma non ho vissuto il suo periodo di gloria.
Uno degli artisti più conosciuti al mondo, impossibile non capitare in documentari o storie su questo cantante. Il film ne racconta una diversa da solito, l’interpretazione di Austin Butler è davvero magistrale, probabilmente il merito del successo del film è principalmente il suo e la presenza di Tom Hanks nei panni del colonnello Tom Parker è una piacevole aggiunta. Questo film risulta lento, realizzato molto bene e molto curato ma più cose mi hanno fatto storcere il naso. Partendo dalle musiche, nonostante si mostri la vita di anni passati verranno usate canzoni contemporanee, addirittura ad un tratto, per pochi istanti, si sentono i Backstreet boys. Durante tutta la durata del film si passa in modo grossolano da una fase della vita all’altra, vengono trovate delle combinazioni poco realistiche e sono arrivato non poche volte a chiedermi se fosse davvero successa la cosa appena mostrata in video. La parte finale è probabilmente la più emotiva, soffriamo quando vediamo questo artista incredibile scoprire le bugie del manager che è il cattivo, una persona manipolatrice che riesce a tenere in pugno la persona più ricca e famosa del momento. Ma quanto c’è di vero in tutto questo? A questa domanda risponde Alanna Nash che su Variety racconta la vera storia del colonnello Tom Parker.

La verità che non si vede
A quanto pare il film porta su schermo una storia valida ma differente dalla realtà.
Il colonnello Tom Parker ammirava e adulava Elvis, tanto da sfruttarlo sotto ogni punto di vista. Nel film viene un po’ romanzata la cosa, come se fosse un padre per Elvis.
Le influenze della musica nera ci sono state ma non erano l’unico impatto come racconta il film, Elvis aveva varie influenze anche dagli artisti bianchi dell’epoca.
Vengono del tutto ignorate le problematiche iniziali con la moglie che aveva solo quattordici anni quando si sono conosciuti e non vengono nominate neanche le altre relazioni più o meno famose dopo la moglie.
Elvis non era così amico di BBKing, si suppone che si siano conosciuti ma di certo non erano così legati.
Le accuse di arresto, il servizio militare e altre problematiche basate sulla realtà vengono reinterpretate per il film, semplificate tanto da renderle troppo approssimative e lontane poi da quella che è stata la realtà.
Il seguito che non ti aspetti
Elvis moriva per arresto cardiaco, probabilmente causato dalle troppe medicine che prendeva.
Medicine che praticamente sedavano l’artista, per tenere a bada il peso di tutto. Dopo aver perso la moglie, scoprendo che il suo manager lo mentiva e aver capito che i suoi soldi non erano poi così tanti ed era quindi ricattabile da quel colonnello manipolatore, semplicemente sceglie di lasciarsi andare, di abusare di quei farmaci che spengono la mente e zittiscono i pensieri. Durante il film si vede la piccola Lisa Marie Presley, figlia di Elvis, che tra le varie relazioni della sua futura vita vedrà Michael Jackson come suo compagno di vita, per poco tempo. Dichiarerà poi in seguito che vide le stesse dinamiche e meccaniche che portarono il padre alla morte nella vita di Michael Jackson. Persone che se ne approfittavano, estremo dispendio di denaro e abuso di medicine. Michael Jackson morì anni dopo ucciso dal suo medico che gli iniettò un cocktail letale di farmaci.


“Elvis non è morto, è tornato a casa…” Diceva K a J mentre la macchina era ribaltata e andava a tutta velocità nel tunnel di Manhattan. Anche io non conosco molto bene la storia di Elvis, ma il tuo articolo mi ha illuminato molto. Però, ti volevo dire che come l’altro tuo articolo, questo non è apparso nella lista di articoli nuovi sulla campanella di WordPress… e infatti sto guardando ora le mie email e solo li trovo notizia del tuo articolo. E’ giusto che tu lo sappia, perché paghi per queste cose. Non è giusto che paghi per un servizio che non funge al 100%.
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Grazie per le info ma attualmente non pago nessun plugin per le notifiche, non lo trovo utile attualmente. Come dicevo nell’altro commento controllerò le impostazioni. Film carino, Elvis, avrei comunque preferito una versione più romanzata a questo punto visto che non è strettamente legato alla realtà. Un po’ pesante da vedere.
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