Eccomi! Vivo o quasi, ci sono ancora!
Purtroppo come scritto più volte su questo blog i miei problemi,casini di vita e salute mi portano sempre lontano da questo piccolo spazio personale che però non abbandono mai, non del tutto almeno.
Il Corona virus poi di certo non ha aiutato. Quarantena forzata e speriamo di non prendere pure quello.
Faccio quindi un piccolo aggiornamento sulla situazione:

Film e Serie TV

Ho avuto altri interessi a dire il vero e l’unica serie che sto seguendo attualmente è Star Trek: Picard.
Che dire di questa serie? Premettendo che Star Trek The Next Generation è la mia serie preferita di sempre, sapevo che Picard poteva essere potenzialmente una delusione perché nutrivo troppe aspettative.
Da subito mi son chiesto se nel raccontare una nuova storia (finalmente) su Star Trek e non un reboot del solito capitano Kirk avessero tenuto conto di tutto quello che c’è stato dopo l’uscita dell’ultimo film basato su TNG, dai fumetti ai libri e finendo con i videogiochi la trama della TNG si è comunque evoluta e solitamente in questo universo “tutto è canonico se coerente” e davvero volevo vedere Data tornare in vita tramite B4 nel suo ruolo di capitano della Enterprise, come avvenuto in un fumetto.
Purtroppo dopo otto puntate siamo quasi alla fine di Star Trek: Picard e non vedo coerenza con tutto quello appena scritto.

Quindi via agli SPOILER ed ecco cosa penso fino a qui.
Patrick Stewart, attore che interpreta Picard, mette in atto la sua immensa esperienza da attore e ci mostra un uomo anziano fragile e stanco, una figura così lontana dal Picard della TNG che a tratti mi è sembrato totalmente incoerente con il personaggio. Picard fuori dalla flotta stellare e nessuno dice nulla? Non si crea un caso globale dove tutte le amicizie e le razze che ha aiutato corrono in suo aiuto? Come può realmente il capitano Picard della U.S.S. Enterprise finire come un qualunque vecchio in pensione? Non ha senso a mio avviso, non è credibile. Cosa dire poi della diversità delle razze, i romulani dai capelli lunghi, biondi, rossi… tutte figure che in anni e anni di TNG non si erano mai viste. Le razze erano “standard” e le varianti quasi impossibili da vedere, adesso tutto questo non c’è più e anche se magari più “reale” è comunque lontano da quello che era mostrato in anni e anni di Star Trek.
Sette di nove poi, da borg a ex-b è totalmente cambiata. Un personaggio stravolto, emozioni a mille, lacrime e decisioni morali del tutto lontane da anni e anni di rappresentazione mostrati in Star Trek Voyager.
Carina però l’idea di mostrare una Sette di nove “regina borg”, peccato che i borg ormai siano l’ombra di quello che erano. Il nemico più duro e cattivo di sempre adesso è la vittima. Mha.
Dunque in generale una serie che non mi dispiace ma che si presenta come seguito di qualcosa che non riesco proprio a collegare a questa.
Buoni i momenti sentimentali dove si fa leva sui ricordi e sui personaggi di un tempo, peccato che proprio la trama di base sia troppo lontana da tutto quello che doveva continuare. Spero in un finale decisamente migliore.

I videogiochi

Videogiocare è la mia passione principale, anche in questo periodo davvero pesante dove la quarantena per il Corona virus rende le giornate stressanti e decisamente più difficili da gestire almeno ci sono i videogiochi che alla faccia di chi li vede come un male assoluto, mi aiutano davvero a tenermi calmo e a tirare avanti.
Breve riepilogo di quello che in questo ambito mi è successo:

Red Dead Redemption 2
Comprato in preodrine, iniziato e meravigliato dalla grafica davvero a livelli altissimi, probabilmente la più elaborata vista su PC a mio parere ma con quella brutta sensazione che mi fece mollare il primo capitolo: La noia.
Iniziato con tanti buoni propositi, giocato per ore e ore ma a me l’ambientazione western non piace, non è il mio genere e con tutta la buona volontà ma alla fine mi ha annoiato e l’ho lasciato lì, così… da finire. Peccato.

World of Warcraft
Dunque sì, alla fine ci gioco da mesi e quindi posso dire che sono tornato su WoW. Ho iniziato un decennio fa con l’espansione WotLK, passato dal server Crushridge ad Hakkar dove nella seguente espansione Cataclysm ho anche ottenuto buoni piazzamenti come gilda nelle posizioni più alte. Con l’arrivo di Pandaria e le tante gilde esplose è cominciato un lento declino, erano più i litigi con persone davvero pessime ed opportuniste che le ore di gioco piacevoli e spensierate. Dunque Warlords ok Draenor, server Nemesis e l’addio ufficiale per me a World of Warcraft. Trascinato da amici su fine Legion ho giocato tutta la parte iniziale di Battle for Azeroth ma ancora una volta, casini vari mi hanno portato a interrompere per mesi. Siamo a fine espansione, Shadowland annunciata e ancora amici che mi chiamano a giocare ma questa volta, dopo mesi di livellaggio e qualche mitica mi sono deciso e dal decennio orda sono passato ufficialmente in alleanza sul server Pozzo dell’eternità. Come mai? Mha, tante le motivazioni e nessuna davvero incisiva, è stata una scelta quasi scontata per me. Per quanto si possa pensare che ci siano migliaia di persone che giocano, alla fine le gilde sono sempre le stesse, le persone sono sempre le stesse e di conseguenza le situazioni sono sempre le stesse. Ero stanco del “sempre lo stesso” perché molte cose nemmeno le iniziavo sapendo che dovevo avere a che fare con quelle situazioni e quelle persone, il gioco era diventato limitante e l’esperienza maturata invece urlava di cambiare e di fare altro. Dopo aver giocato con un gruppo social ho quindi cercato per completezza di vedere anche il lato “alleanza” sperando che ci fosse qualcosa di diverso.
La verità è che è tutto identico, solo sul finale e cioè nelle ultime due espansioni (Legion e BfA) finalmente le due fazioni hanno missioni diverse e ambientazioni diverse ma il bello è stato che mi sono letteralmente innamorato di quelle in BfA. Ho adorato il porto di Boralus, le musiche dell’alleanza e le storie, soprattutto quelle di Drustvar mentre alla lunga la piramide dei troll Zandalari di Zuldazar mi ha davvero seccato, l’orda capitanata dagli orchi alla lunga mi è sembrata una telenovela brasiliana di bassa qualità. Solo melodrammi e rimpianti, l’epicità che vuole essere vissuta in giochi come questo l’ho trovata solo nell’alleanza. Ho comunque notato questa sbagliatissima visione del gioco dove l’orda sono i cattivi fighi e l’alleanza sono i buoni stupidi. Non è così. Per niente.
Nella storia di Warcraft l’orda è quasi sempre la vittima, gli orchi erano schiavi, i non morti sono maledetti e così via. Ci sono parti buone e cattive in entrambe le fazioni, alla fine davvero la scelta saggia quasi ricade sull’estetica: Che razza ti piace? Giocala. Tutto qui.
Per ora in alleanza il mio main, un monk healer rigorosamente Pandaren in due settimane ha superato in item level quello orda e addirittura ho finito l’attuale raid in modalità eroica uccidendo quasi tutti i boss al primo tentativo. Mi piace livellare e anche fare le mitiche ma vanno bene ogni tanto, sono passato da fare le mitiche +6 e qualche +9 a quelle +15 e oltre semplicemente smettendo di perdere tempo e giocando in modo serio con un solo personaggio. Ho appena portato al 120 un prete ma poco gradisco la pec disciplina e non credo neanche di aver tempo per vestirlo, ma mai dire mai. Warcraft alla fine è bello per questo, un solo gioco che ti tiene occupato per ore!

Ho provato Warcraft 3, dopo aver capito che i bug erano più del gioco stesso sono in attesa di tempi migliori e patch fixanti. Attenderò con ansia.

Le recensioni?

Ho dovuto per forza diminuire il tempo da dedicare alle recensioni, sempre per i problemi riportati ad inizio di questo articolo.
Non mi sono però fermato.
Unica cosa interessante da riportare è uno smartphone, il Motorola Macro One che mi ha stupito, un cellulare di fascia media davvero veloce e bello ma che fa delle sue fotocamera un punto forte quando a mio avviso non ha nulla di che vantarsi. Classiche foto da smartphone di fascia media, la fotocamera “macro” è carina ma inutile, anche perché per ottenere scatti buoni bisogna davvero mettersi nella posizione perfetta con luci perfette e anche una preparazione da fotografo professionista aiuterebbe non poco.

Se vi interessa, viene venduto su Amazon a meno di centocinquanta euro. Compratelo da QUI!

Poi c’è la Razer, dopo la bellezza di quattro mesi finalmente sono riuscito ad ottenere la sostituzione delle Nari Ultimate ma è stata davvero una brutta situazione dove Razer rispondeva una volta a settimana dicendo sempre le stesse cose e cioè: “trova il modo di spedirle tu le cuffie rotte”.
Ma questa è un’altra storia…

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