Iniziano a circolare i primi video e le prime recensioni di questo servizio di Google che permette di giocare in streaming, quindi senza bisogno di nessun tipo di hardware ma solo grazie ad una connessione internet e un dispositivo adeguato, un po’ come fa Netflix al costo di un abbonamento.

Ed ecco subito il primo problema, la prima presa in giro a mio avviso. Netflix al costo di un abbonamento mette a disposizione un catalogo di tutto rispetto, tu paghi un prezzo conveniente per accedere a centinaia e centinaia di contenuti, con Google Stadia invece non è così.

Google Stadia al costo di un abbonamento ti permette di passare da una risoluzione FHD (1080p) a 60fps a 4k 60 fps con HDR e audio surround mentre nella versione gratuita che arriverà nel corso del 2020 sarà tutto limitato al FHD con audio stereo, senza HDR. Ok, ma i giochi? Semplicemente non ci sono, non fanno parte dell’abbonamento. Vuoi giocare? Compri il gioco a prezzo pieno sullo store di Stadia (70 euro quindi o giù di lì) e giochi. Ad onor del vero bisogna dire che una ventina di giochi sono disponibili nella versione a pagamento di Stadia ma siamo comunque molto lontani da un catalogo degno di essere pagato.

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Come va Google Stadia?

A quanto pare per poter avere il servizio alla sua massima qualità “basta” avere una connessione in fibra a 100mb perché uno streaming in 4k a 60 fps richiede una connessione costante a 50mb fissi. Se visivamente quindi la qualità è più che buona con rari casi di aberrazioni cromatiche, che per uno streaming è il minimo in termini di qualità e deterioramento, sembra che anche il temuto input lag, il problema più grande dei servizi in streaming, sia basso e tollerabile senza creare quindi disagi durante le nostre partite video-ludiche. Per chi se lo stesse chiedendo, l’input lag è un ritardo che hanno tutte le periferiche quando si invia in comando. Per farla breve, l’input lag è il ritardo che c’è da quando premo un tasto e quindi invio un’azione a quando poi arriva al gioco che esegue l’azione. Quindi io muovo al levetta in avanti e il tizio nel gioco cammina, per capirci. Senza dilungarmi ulteriormente, la connessione internet crea e aumenta questo ritardo ma Google Stadia riesce ad abbassarlo tanto da non renderlo problematico. Certo se si gioca ad un FPS come Destiny 2 per quanto possa andare bene è comunque presente creando così uno svantaggio soprattutto se si gioca contro altri giocatori umani che invece usano un PC o una console. L’input lag esiste anche senza connessione internet, tutte le periferiche hanno un tempo di latenza, dal mouse e la tastiera al joypad come anche i monitor e tutto il resto. Il punto è che giocare bene vuole dire poter accettare una certa tolleranza di input lag che richiede alla fine solo abitudine mentre per chi vuole giocare in modo competitivo senza nessun minimo svantaggio deve decisamente lasciar perdere Google Stadia e i servizi streaming in generale. In ogni caso, per quanto ottima sia la qualità generale visiva di Google Stadia resta comunque inferiore (giustamente direi) allo stesso gioco che gira su Console o PC visto che non subisce nessuna compressione.

Passare da un dispositivo all’altro

Google ha sponsorizzato molto questa “feature” e cioè alla presentazione del di Google Stadia fece vedere quanto era facile cominciare a giocare su una smarTV per poi passare ad un pc riprendendo dallo stesso punto in cui si stava giocando sulla Tv, in pochi istanti, per poi passare ancora ad uno Smartphone con la stessa facilità e velocità.
Tutto molto bello se non fosse che ovviamene anche questo servizio ha i suoi limiti. Prima di tutto per giocare su una TV bisogna avere il Chromeast ultra che è presente nel pacchetto founder edition di Google Stadia, per tutti quelli che lo hanno già non è possibile accedere a Google Stadia per un limite di firmware che verrà poi aggiornato nel 2020. Il pacco founder edition di Google Stadia costa 130 euro e contiene il Chromecast Ultra, il pad wireless di Google Stadia e tre mesi di abbonamento al servizio Stadia Pro (quello a pagamento per giocare a 4k ecc.).
Riprendendo il discorso del passaggio tra dispositivi quindi, accendo la tv e con il mio pacco founder edition gioco sul divano con il mio controller wireless collegato al Chromecast Ultra dietro alla mia SmarTV sfruttando i tre mesi di Stadia Pro quindi accedendo al 4k 60 fps e HDR con audio surround. Poi voglio passare al mio pc, devo usare Google Chrome e collegare il pad al Pc tramite un cavo USB – C. Sì, attualmente la funziona wireless del pad è possibile attivarla solo sul Chromecast Ultra (solo quello della founder edition). Ma ok, passiamo allo Smartphone! Ovviamente deve essere un Andorid! No, o meglio… solo quelli della linea Pixel di Google.
Tutto quello appena riportato è un “per ora” visto che Google ha più volte dichiarato che sarà tutto risolto “più avanti” in data non chiara che si spera sia nel 2020. E non dimentichiamoci che passare da un dispositivo all’altro è si veloce ma se sono dallo smarpthone, lo chiudo e accendo il pc, ho cinque minuti di tempo per riprendere la partita altrimenti bisogna riprendere dall’ultimo salvataggio come se avessi chiuso il gioco. E ci sarebbe anche quella piccola storia che se mentre sto giocando mi allontano più di 30 minuti Stadia ti butta fuori dai server disconnettendoti dal gioco quindi e ancora una volta tocca riaprirlo e riprendere dall’ultimo salvataggio.

Conclusioni

A mio parere Google Stadia è si un progetto ricco di potenziale che guarda ad un futuro concreto ma che attualmente si è presentato nel peggiore dei modi. Far pagare un abbonamento non per i contenuti ma per una qualità superiore non credo sia una scelta felice quando, cosa davvero grave a mio avviso, per giocare devo comprare i giochi a prezzo pieno (quindi dimenticate chiavi scontate o offerte Amazon) per un contenuto praticamente “a noleggio” che perderei nel momento un cui Google decidesse di chiudere Stadia, cosa non così assurda visto che Google ha il vizietto di aprire e chiudere continuamente progetti (qualcuno si ricorda di Google+? No? Appunto). Forse il problema più grave è la falsa pubblicità che ha fatto Google promettendo cose che alla fine dei conti ancora non sono pronte e quindi propone a pagamento un servizio acerbo rendendo i clienti paganti dei tester.
Google Stadia per adesso è utilizzabile solo per chi ha la founder edition e chi la ha preordinata potrebbe anche aspettare due settimane per poterla ricevere visto che gli ordini sono stati spediti in base al giorni del preordine. È tutto così sbagliato, cara Google.