In questo blog parlo esclusivamente di videogiochi e tecnologia ma proprio ieri c’è stato il decennale della morte di Michael Jackson, artista che mi ha accompagnato per gran parte della mia vita e ancora lo fa.

Michael e i videogiochi

Da piccolo amavo i cabinati nelle varie sale da gioco che trovavo, ancora ricordo quando mi ritrovai davanti il videogioco di Miachael Jackson: Moonwalker, opera della SEGA.
Da lì a poco cominciarono i vari spot pubblicitari della SEGA per promuovere le loro console.
Con il tempo riuscii a farmi regalare un Sega Mega Drive e nel corso del tempo finalmente ottenni il gioco di Michael Jackson: Moonwalker, titolo che mi piacque anche se non era di certo un must have.
Molto diverso dalla sua controparte arcade in sala giochi era comunque godibile, vuoi per le musiche di Michael, vuoi per le ambientazioni tratte dal film, si lasciava giocare.

Video che compara le tantissime versioni del videogioco basato su Moonwalker

Michael ebbe accordi con la SEGA, alcuni ufficiali, altri lasciati al dimenticatoio, fatto sta che la mascotte della SEGA e cioè Sonic alla sua uscita vantava delle musiche davvero incalzanti e molto carine, una colonna sonora di tutto rispetto che segnava comunque una sorta di nuova era data poi la popolarità che ebbe negli anni novanta la SEGA e le sue consolle. Su Youtube è facile trovare vari video che mostrano con estrema minuziosità come le musiche di tutta la saga di Sonic siano delle “demo” se non delle rivisitazioni a 8/16 bit delle canzoni di Michael Jackson. Nessuna denuncia di plagio, nessun accordo particolare. Semplicemente una curiosità che mi fa ancora sorridere.

Uno dei tanti video su Youtube che mettono in evidenza che le musiche di Michael sono presenti nella serie di Sonic

L’artista

Ha cambiato la musica, c’è poco altro da aggiungere. Il suo video “Thriller” ebbe un impatto incredibile sui giovani. I ragazzi lo imitavano, vestivano come lui, facevano di tutto per somigliargli esteticamente ma soprattutto ballavano come lui. Ha inventato un suo stile, fatto di movenze e passi di danza appresi da tantissimi artisti, contemporanei e di altri tempi. Michael entrò di prepotenza nelle classifiche rompendo ogni record e lo fece da persona di colore, un nero che primeggiava sui bianchi in America. Cambiò tutto, in ogni ambito e in quello musicale sconvolse per sempre il modo stesso di vivere la musica. Per quanto riguarda l’artista è superfluo riportare le vendite e tutto quello che è riuscito ad ottenere, è diventato leggenda meritandosi il titolo “King of Pop”.

L’uomo

Era qui che volevo arrivare. Da quando ero piccolo ho sempre cercato di collezionare tutto quello che riguardava lui e la sua musica, ho sempre cercato di essere aggiornato e di sapere il più possibile sulla sua vita. Michael Jackson era una persona molto riservata, quasi nessuno conosce veramente la sua routine e come viveva ma tutti millantano e speculano su basi fatte di pettegolezzi e assurdità varie inventate da paparazzi e gente invidiosa dei suoi soldi. Michael era ricco, molto ricco e questo lo sapevano tutti e ho letto tantissime storie sui tantissimi tentativi di estorcergli soldi nei modi più svariati e quindi quando arrivarono le accuse di pedofilia la difesa principale che tutti ostentavano era “vogliono i suoi soldi” e io con loro difendevo il mio idolo convinto che fosse una persona troppo “innocente” per poter materialmente fare cose così “sporche”.

Nell’immaginario che Michael aveva creato su di se, grazie alle rare interviste e soprattutto al mistero alimentato dalla sua estrema riservatezza, veniva visto come un buon samaritano sempre disposto ad aiutare tutti, specialmente i bambini in difficoltà. Questi sono fatti, ha donato centinaia di milioni di dollari ad enti benefici per aiutare i bambini dicendo che nessuno doveva patire quello che lui aveva sofferto per via del padre avido di successo e di denaro.

Raccontò poi in pubblico delle violenze che il padre praticava a lui e i suoi fratelli imponendo loro di provare intere giornate per arrivare “perfetti” agli spettacoli ed ottenere sempre più successo.

Ma i fratelli non l’hanno mai supportato, hanno sempre detto che il padre era una persona molto severa, educazione di “vecchia data” si sentiva spesso da parte loro e che quella sua rigidità li ha portati comunque al successo e non alla droga come tante altre stars.

Michael si isolò, dalla famiglia e dal mondo comprando Neverland, un ranch enorme, fece di quel luogo un parco giochi, uno zoo e tutto quello che per lui poteva sembrare la rappresentazione fisica e reale dell’isola che non c’è di Peter Pan, perché lui si definiva tale: Un bambino che non cresce mai.

Ho sempre sostenuto la totale e indiscutibile innocenza di Michael, innocenza non solo giudiziaria ma soprattutto caratteriale. Ma poi sono entrato in tantissimi gruppi, forum e social media vari che venivano creati e gestiti dai fan di MJ e ne sono rimasto scioccato.

Michael Jackson viene visto quasi al pari di un santo se non, peggio ancora, come un dio. Viene venerato ed esaltato nella maggior parte dei casi, in ogni dove e non importa se si parli di fatti o di pettegolezzi: Il loro idolo è sempre nel giusto, tutto il resto è solo cattiveria di chi non lo conosce.

Quando leggevo mi chiedevo sempre la stessa cosa:

Ma voi lo conoscete?
Su quali basi fondate il vostro credo? Perché lo venerate come un messia, perché vi siete dimenticati una cosa davvero molto importante:

Michael Jackson era solo un uomo, come me, come te che leggi, come tutti noi.

Un uomo che ha fatto del suo talento un lavoro magnifico, un uomo che ha segnato la storia della musica, una artista di indescrivibile bravura ma pur sempre un uomo.

Nella maggior parte dei casi semplicemente leggevo senza mai commentare, restando quasi sdegnato da questo fanatismo che mi spiace dirlo ma in tutta onestà trovo davvero vomitevole.

Per quanto sia stata unico e immensamente bravo, faceva il suo lavoro e venerare letteralmente uno che lavora è davvero insensato.
Se si riflette bene su questo, è come venerare l’idraulico perché ha riparato bene il proprio water… ha fatto il suo lavoro al meglio che poteva, meglio degli altri, ma ha comunque fatto il suo lavoro, né più né meno.

Ammirare un artista è più facile che ammirare un idraulico, le motivazioni sono ovvie visto che “l’arte” deve mettersi in mostra e riscuote molta più attrazione ma venerare una persona perché fa bene il suo lavoro lo trovo davvero strano, credo sia una patologia psicologica e le conseguenze sono gravi.

Sono gravi perché poi questi esaltati inveiscono, offendono e aggrediscono chiunque non veneri e osanni come fanno loro il loro idolo.
Diventano così più assurdi e decisamente tristi degli “haters” che tanto odiano.

Un esempio lampante che mi è capitato di vedere su un gruppo Facebook è questa immagine:

Questa immagine era invasa da commenti del tipo: ” Che orrore di post lordo e indegno. Mi sorprende che i gestori della pagina abbiano acconsentito” e soprattutto “Lui era dolcissimo e gentile“.
Poi ho letto questo: “Un brutto post secondo me: Michael predicava e praticava l’amore sempre e in ogni sua forma. Ci insegnava con esempio e parole e canzoni a amare chi ci odia, perdonare sempre perché, diceva, l’amore è contagioso, si propaga e si espande. Non avrebbe mai odiato per nessun motivo al mondo. Impariamo da lui.” Cioè ma uno cosa deve rispondere? “Sempre sia lodato, Amen!”.

Ma esattamente, in quale momento della vostra vita avete conosciuto Michael Jackson in persona? No perché ne parlate come se ci mangiaste a pranzo e cena ogni giorno.

Neanche le persone dichiarate sue amicizie lo conoscevano bene, di lui si diceva sempre che era molto schivo, chiuso e riservato.
Ora arrivate voi e giudicate e sentenziate in base a quello che lui ha voluto mostrare di se? Complimenti! Siete davvero persone molto acute!

A me l’immagine fa ridere e non poco, è simpatica. Che poi è molto lontana dalla persona che Michael Jackson mostrava in pubblico è verissimo, ma come detto sopra… gli invasati devono difendere a spada tratta! Ho voluto riportare solo i commenti più tranquilli, quelli che davvero irritano sono ovviamente le offese all’autore del post che ha “osato” mettere questa immagine. No davvero… non meritano neanche di essere citati.

Paris, la figlia

Ho poi seguito la figlia sui social, Paris, che col tempo mi è sembrata sempre molto lontana dal padre, in ogni aspetto. Michael era fin troppo riservato, sempre perfetto in pubblico, sempre educato, aveva creato appunto un immaginario collettivo che lo ritraeva come una persona timorosa di dio e dalla bontà d’animo immensa. Vero o meno che sia, la figlia non ha assolutamente nulla di tutto questo.

BEVERLY HILLS, CA – MARCH 04: Actress Paris Jackson attends the 2018 Vanity Fair Oscar Party hosted by Radhika Jones at Wallis Annenberg Center for the Performing Arts on March 4, 2018 in Beverly Hills, California. (Photo by John Shearer/Getty Images)

È una ventenne, ha passato un periodo davvero tremendo dopo la morte del padre. Ho letto varie volte che ha tentato il suicidio e che è stata lunghi periodi in terapia ed è quella che subisce peggio le critiche e le accuse che costantemente vengono additate al padre. Pensavo che tutto questo la portasse ad essere quindi più seria e preparata alla sua notorietà… invece ha semplicemente adottato un atteggiamento impostato sul “faccio quello che voglio” senza dar conto al suo retaggio, al suo cognome.
Ovviamente è libera di fare quello che vuole e vivere come vuole ma è davvero triste, almeno per me, non ritrovare i valori del padre in lei.
Fuma e ha tatuaggi ovunque, difficile in questo modo non avere addosso il mirino dei paparazzi e di tutto il mondo visto che il padre non ha mai mostrato cose del genere. A questo punto vengono fuori mille domande, ha affermato che in passato un uomo molto più grande ha abusato di lei e per questo ha tentato il suicidio varie volte, finendo poi per chiudersi in una struttura riabilitativa che fortunatamente dopo un lungo periodo l’ha vista rinascere. Non lo so, a me sembra che sappia molto più di quello che dice, soprattutto sulla morte del padre che a suo dire è stata “organizzata” da qualcuno che lo voleva morto.

Paris “prima che andasse tutto a puttane” cit.

Leaving Neverland

Leaving in Neverland è un documentario che ha fatto davvero scalpore dove due bambini che nel periodo di BAD, album uscito a fine anni ottanta di Michael, ormai uomini sposati con figli, dichiarano di aver subito molestie sessuali con ripercussioni devastanti nelle loro vite nonostante fossero stati i primi a difendere Michael quando al tempo venne accusato di pedofilia. Non mi dilungo sulla storia che hanno raccontato ma voglio però dire la mia su tutto quello che ha creato questo documentario.
Non mi è piaciuta la presa di posizione di quelli che ancora una volta, venerando e osannando il loro dio Michael, hanno imposto a tutti, in ogni dove di non vedere assolutamente il documentario. Ma stiamo scherzando? A me piace Michael, sono quindi incuriosito da tutto quello che lo riguarda che sia in bene o in male e soprattutto si offende la mia intelligenza in questo modo. Ho un mio cervello, una mia opinione e sono libero di trarre le mie conclusioni. La valanga di spam che ho letto e visto, una vera compagna di intimidazione per evitare la visione di questo documentario mi ha lasciato ancora una volta sdegnato e schifato.

Ma siamo davvero tutti delle pecore? Abbiamo bisogno del pastore e del cane che ci guidano? Sveglia! Bisogna ragionare con la propria testa e se una persona pensa che Michael sia colpevole è una suo opinione che può essere non condivisa ma va sempre e comunque rispettata.
L’importante è la legge, l’importante resta sempre che non è stato mai provato nulla che accusi Michael Jackson. Questo è quanto, non di certo una persona che inveisce, offende, insiste, ottusa e chiusa mentalmente vuole imporre la sua “verità” senza un minimo di logica: “è così e basta perché lui era un santo”.

Davvero, certa gente ha bisogno di cure.

La mia opinione?

Ho visto il documentario, ho sempre difeso Michael a spada tratta con tanto di fatti e informazioni. Ho sempre pensato che volessero i suoi soldi, ho sempre parlato in base ai fatti.

I fatti dicono che Michael è innocente.

MA e c’è un “ma” davvero enorme, il documentario racconta della vita di ragazzini piccoli che a prescindere dagli abusi sessuali hanno visto la loro vita devastata dalla conoscenza e presenza di Michael.
Devastata dalla presenza ingombrante di una star che prometteva il mondo, che sicuramente ha dato anche troppo ma che poi con una cadenza seriale davvero triste “cambiava amichetto” non curandosi delle ripercussioni del distacco sui quelli che erano … dei bambini.

Ripeto: a prescindere dalle accuse, raccontano quello che Michael non ha mai voluto dire, quello che ha sempre tenuto nascosto, quello che assolutamente non doveva venire fuori: La sua vita privata, la sua routine.
E lo fanno con tanto di prove, fax vari, registrazioni audio, fotografie….

Insomma, qualche domanda me la sono fatta.
Ho letto delle varie incongruenze che i due molestati raccontano, luoghi e orari dove Michael era altrove e non poteva fare quello che loro dichiarano ma non è questo il punto.

Mi aspettavo di trovarmi davanti dei disperati che per avere soldi spalavano vagonate di merda su Michael raccontando cose al limite del credibile e invece no. Dall’inizio alla fine dicono “io amavo Michael”.

Le storie sono credibili ma le prove non ci sono.

Io ne sono rimasto davvero sconvolto e ad oggi sono gli unici racconti che con tanto di fatti provano la reale vita privata di Michael.

Non credo che una qualsiasi documentario contro Michael sarebbe mai riuscito a cambiare in modo così drastico l’opinione pubblica facendo quasi del tutto sparire la sua immagine e la sua musica quasi ovunque.
Molti VIP che conoscevano Michael, se non amici dichiarati e riconosciuti hanno di colpo eliminato tutto quello che riguardava Michael.

La mia impressione è che tutti aspettavano un documentario o qualsiasi altra cosa che mettesse in mostra una verità che tutti sapevano ma che nessuno ammetteva.

Resta comunque un dato di fatto che per la legge Michael è innocente.